Proseguono i cicli di Webshow BT360: “Corporate Travel Rebirth”

Lo scorso 12 maggio si è tenuto il secondo Webshow dell’ecosistema BT360 per il 2022, aperto dal consueto saluto di Luca Cacciotti, Director of Large Market and WCO Italy @American Express Global Commercial Services. Questo evento digitale ha approfondito le tematiche della Smart Hybridization e del presente e futuro di TMC e dei pagamenti virtuali. I temi, nello specifico, sono stati illustrati alla audience dei BT360er da David Jarach, presidente @diciottofebbraio, sulla base dai risultati della Master Survey BT360  ‘Corporate Travel Rebirth’ realizzata da diciottofebbraio.

La metà degli intervistati riporta come prima della pandemia la modalità di lavoro agile non fosse ancora  implementata in azienda. Tra i principali motivi che ne limitavano l’adozione in era pre-pandemica vi erano la necessità di un’interazione sociale on-site, percepita come elemento cardine nella vita lavorativa nonchè la percezione di una minore produttività, a causa della difficoltà di controllare l’operatività dei lavoratori da remoto. Tuttavia, dal 2020 lo smartworking è diventato strumento imprescindibile di processo e sono emersi alcuni aspetti rilevanti, come il miglioramento del worklife balance, il risparmio di tempo e di risorse economiche nel tratto casa-lavoro e l’aumento della responsabilizzazione del dipendente. A fronte di ciò, il 70,2% dei rispondenti ha segnalato l’implementazione in azienda di modalità blended, alternando giornate lavorative in presenza con quelle da casa, così da ponderare i rischi e i benefici di entrambe le modalità.

Focalizzandosi sul business travel, il 42,6% della popolazione sostiene come lo smartworking non pregiudichi la necessità del contatto umano tra colleghi e con i clienti. Interessante notare come poco più del 10% dei rispondenti si attenda nuove formule di viaggio dalla sede terza di smartworking da parte del dipendente nomadico, attribuendo perciò allo smartworking una spinta innovativa.

Nella seconda parte del Webshow si è quindi affrontato il tema delle TMC e dei pagamenti virtuali, in prospettiva sia presente che futura per entrambi. Per quanto concerne la TMC, il modello di business è giudicato come fragile sotto diversi punti di vista: il 36,5% dei rispondenti segnala un’offerta complessiva non al passo con i tempi. Altre lacune riguardano la mancata creazione di valore aggiunto operativo rispetto ai self-booking tool (31,3%), la sostenibilità finanziaria (26%) alte fee di servizio e la poca chiarezza sui saving e sulle offerte. Sulla base di questa lettura, i respondent propongono alla TMC di dar luogo ad un nuovo modello di prezzo (28,3%), rimuovendo componenti opache e mark-up celati nel servizio intermediato (25,8%).

In merito ai pagamenti virtuali, questi sono già stati introdotti dalle aziende nel Business Travel per il 57,3% della popolazione, in quanto capaci di produrre una piena rendicontazione e riconciliazione del pagamento (54,2%) ed una maggiore sicurezza nel pagamento (21,9%). In prospettiva di filiera, peraltro, essi riducono la tensione finanziaria legata all’anticipo di spesa delle TMC (16,7%) ed il mark-up sul servizio ad opera delle TMC.

Il momento di presentazione della ricerca è stato seguito, come ormai consuetudine nei momenti di BT360, da una Tavola Rotonda sui temi discussi, che ha coinvolto Emilio Bellingardi, Managing Director @BGY Airport; Marco d’Ilario, Senior Vice President Global Markets & @HRS Group e Davide Stocchi, Business Travel and Fleet Manager @Barilla, moderati da David Jarach e Luca Cacciotti.

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