Ripartono i cicli di Webshow BT360: “Corporate Travel Rebirth”

Si è svolto lo scorso 7 aprile il primo Webshow dell’ecosistema BT360 per il 2022, aperto dal saluto di Carolina Gianardi, General Manager @American Express Global Commercial Services Italy. Questo momento, che sarà seguito da altri 6 eventi nel corso di quest’anno, ha esplorato i primi due argomenti della nuova ricerca BT360 ‘Corporate Travel Rebirth’: l’evoluzione del ruolo del Corporate Travel Professional (CTP) nel 2022 ed il fenomeno del Bleisure nel Never Normal post-pandemico.

Alla Survey BT360 hanno risposto 115 professional, prevalentemente donne, con un intorno preponderante di età tra i 40 ei 60 anni. Si tratta per la maggioranza di Travel Manager con un’anzianità media nel ruolo di 15 anni e oltre, operanti in un ampio orizzonte dimensionale d’impresa.

La metà della popolazione riporta che nel 2022 il Corporate Travel Budget sarà in aumento rispetto al 2021. Nonostante ciò, solo il 30% circa della popolazione sostiene che il perimetro d’azione del Corporate Travel Professional nel 2022 sarà allargato rispetto al 2021. In particolare, secondo i rispondenti, le attività che occuperanno maggiormente il Corporate Travel Professional saranno: lo sviluppo di una nuova Travel Policy, la digitalizzazione dei contenuti di Corporate Travel, le innovazioni di processo, quali Green Mobility e Inclusion, ed infine la comunicazione interna di processo. Inoltre, in media, le competenze maggiormente richieste al Corporate Travel Professional saranno riferite a: Safety & Security, Comunicazione Interna, Digital, Risk Assessment e Data Analysis.

Per ciò che concerne la collocazione organizzativa del Corporate Travel Professional nell’organigramma aziendale, circa l’80% degli intervistati ne ravvede un posizionamento definitivamente migrato sotto la funzione HR. Accanto a ciò comincia ad emergere la convinzione secondo cui si vada ad un ampliamento dello stesso ruolo e status in azienda del CTP: un vero e proprio Chief Travel Officer, con un percorso in via di consacrazione, a detta degli intervistati, nel medio termine.

Nelle imprese, la richiesta di Bleisure è riferibile più a collaboratori di sesso maschile, come attesta circa l’80% della popolazione. Prima della pandemia, il 32,5% dei rispondenti ritiene che solo il 5-10% dei viaggiatori aziendali fosse interessato al Bleisure, mentre circa il 20% afferma che gli interessati erano il 10-25%. Inoltre, le mete maggiormente apprezzate sono le città internazionali (55,7%), seguite dalle città d’arte italiane (18,9%) e località balneari o di montagna (6,6%). Nel corso del biennio pandemico però la domanda di Bleisure si è del tutto arrestata per il 38,7% dei rispondenti o comunque diminuita molto in numero di giornate. Oggi sembrerebbe essere diminuita la percentuale dei viaggiatori aziendali interessati alla formula del Bleisure.

In questo contesto, le maggiori barriere che potrebbero frenare ulteriormente l’attuazione del Bleisure nel prossimo futuro sono rappresentate dai rischi di Safety and Security, legati in primo luogo alla pandemia, dalla complessità nella comunicazione interna e nella comprensione del “Bleisure” quale benefit, e dalle complessità legate alla procedura approvativa del processo.

Il momento di presentazione della ricerca è stato seguito, come ormai consuetudine nei momenti di BT360, da una Tavola Rotonda sui temi discussi, che ha coinvolto Alferio Paolillo di Edison, Pierpaolo Palmieri CCO @Pìquadro S.p.A., e Stefano Rizzi CEO @Global Blue Italy, con la solita moderazione da parte di David Jarach presidente @diciottofebbraio, e Luca Cacciotti direttore commerciale @American Express Global Commercial Services Italy.

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